Alimentazione in gravidanza: quale dieta seguire?

Oggi, abbiamo deciso di parlare di un aspetto troppo spesso sottovalutato dalle donne in gravidanza nel corso dei nove mesi di gestazione: l’alimentazione in gravidanza.

La delicatezza di questa fase impone alla futura mamma una serie di attenzioni da adottare per gestire e seguire una corretta alimentazione in gravidanza.

Nei fatidici nove mesi, il fabbisogno di nutrienti e di vitamine: il corpo della donna si adatta a mantenere dentro di sé un’altra vita, per cui è fondamentale che l’apporto energetico e nutrizionale sia adeguato allo scopo.

Vediamo insieme quale dieta in gravidanza è più consigliata.

Un ringraziamento va al dottor Fabio Pietroluongo, per le informazioni che ci ha fornito. Per ulteriori approfondimenti, visitate il sito www.pietroluongo.it

Cambio di alimentazione

Un’alimentazione ricca di frutta e verdure può certamente ridurre l’incidenza di alcune malformazioni congenite, come malformazioni delle labbra e del palato, quali la labiopalatoschosi, alcuni difetti cardiovascolarti o del tratto urinario e la riduzione degli arti.

Tuttavia, la sola alimentazione non è sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero, pertanto, è necessario integrare la dieta con l’assunzione dell’acido folico.

Durante la fase pre-concezionale e nei primi tre mesi di gravidanza, si raccomanda alle donne incinta il consumo di acido folico, in quanto questo riduce il rischio che il feto sia affetto da difetti del tubo neurale, la cosiddetta spina bifida, come pure da meningocele o mielomeningocele.

La dose raccomandata è di almeno 400 mcg di acido folico al giorno, già durante la fase pre-concezionale. Ecco perché in alcuni paesi prodotti di largo consumo, come la pasta, sono addizionati con acido folico.

A ciò, va aggiunta l’importanza anche delle altre vitamine del gruppo B, pertanto, la B6 non solo aiuta lo sviluppo del sistema nervoso centrale, ma è un valido alleato nel trattamento della nausea.

La vitamina B1, di cui sono ricchi i cereai, promuove lo sviluppo del sistema nervoso centrale, mentre la vitamina B2, contenuta in legumi verdi e latte, contribuisce al benessere della cute.

L’assunzione di folati, ossia di vitamina B9 naturalmente presente nella dieta, aiuta ad evitare che si possano verificare casi di aborto o di morte improvvisa del feto, dovuti alle mutazioni enzimatiche, le quali comportano un aumento dell’omocisteinemia, causa di trombi a livello placentare.

Raccomandato è anche l’apporto di ferro, il quale facilita il trasporto dell’ossigeno nei tessuti: la sua importanza fa sì che questo debba essere assunto, oltre che attraverso una dieta specifica, anche con integratori aggiuntivi, già nel corso dei primi mesi, per evitare che nel secondo trimestre si instauri uno stato anemico, cosa piuttosto frequente.

In questo caso, i multivitaminici sono la soluzione ideale, in quanto contengono una determinata dose di ferro, da assumere quotidianamente.

All’inizio della gravidanza, la nausea e il vomito rappresentano un problema che interessa il 70% delle donne: l’assunzione di alimenti che contengono zenzero aiuta a ridurre questi disturbi. In commercio, esistono numerosi preparato sottoforma di biscotti, chewing-gum o compresse, a base di zenzero.

Un adeguato consumo di zinco, invece, contribuisce alla sintesi proteica e del DNA, agevola la normale crescita delle ossa del feto, regola il sistema immunitario e riduce la formazione dei radicali liberi.

frutta e verdura
L’alimentazione in gravidanza deve essere varia e ricca di frutta e verdura

Cosa mangiare in gravidanza e cosa no

L’alimentazione in gravidanza deve essere un’alimentazione corretta in gravidanza, per cui è importante seguire una dieta equilibrata, che non sia troppo restrittiva, ma sana, variata e ricca di frutta e verdura, così da fornire all’organismo un adeguato apporto di liquidi, fibre e vitamine, essenziali per una corretta funzionalità dell’intestino e per evitare periodi di stipsi, che possono prolungarsi nel tempo

Molto raccomandata è l’assunzione di pesce, le cui proteine di origine animale, ricche di grassi mono-insaturi, aumentano il peso del feto alla nascita.

pesce pomodorini e verdure

Da ridurre il consumo di carboidrati a alto indice glicemico, in quanto responsabili di una crescita eccessiva del feto e di un incremento ponderale.

È preferibile evitare gli zucchi semplici, come zucchero e dolci, e optare per gli amidi, come patate, cereali e legumi.

Il pane e la pasta possono essere comensati con riso e pane integrali, che contengono una maggiore quantità di sali minerali, vitamine e fibre.

Senza dubbio, tra i cibi da evitare in gravidanza, ci sono i cibi fritti o grassi, in quanto più difficili da digerire e causa di incremento ponderale. Tuttavia, una dose di lipidi nella dieta facilita l’assorbimento di alcune vitamine, quali A, D, E e K.

L’incremento ponderale in gravidanza non dovrebbe superare i 12 kg e dovrebbe essere di circa 1kg al mese durante i primi tre mesi, di circa 1,5 kg nel secondo e terzo trimestre fino alla trentaduesima settimana e con un rallentamento nelle ultime settimane.

La frequenza dei pasti è quella raccomandata nelle diete più salutari: pasti piccoli, ma frequenti, cinque al giorno, per evitare cattiva digestione e tenere sotto controllo l’insulinemia del pasto successivo.

Il peso va monitorato con cadenza settimanale, di mattina, a digiuno e vescica vuota e senza vestiti, servendosi sempre della stessa bilancia. Inoltre, le sue variazioni devono essere comunicate al medico ad ogni visita.

Nel caso di peso pre-gravidanza maggiore di 90 kg, vi è un maggiore rischio di ipertensione e di diabete gestazionale. Inoltre, l’obesità aumenta la possibilità di incorrere in complicanze tromboemboliche, che possono verificarsi nel corso della decenza e del puerperio.

Un discorso a parte merita il consumo di caffè ed alcool in gravidanza.

Due o tre caffè nell’arco della giornata non sono controindicati, mentre può essere utile bere tisane drenanti o a base di finocchio per facilitare la digestione.

In ogni caso, l’assunzione di liquidi è da promuovere non solo in gravidanza, ma anche durante l’allattamento.

E l’alcool?

In passato, si riteneva che il consumo di alcol fosse consentito durante i nove mesi e, infatti, si diceva che un mezzo bicchiere di vino al giorno non avesse ripercussioni.

Al contrario, oggi si ritiene preferibile cessare completamente l’assunzione di alcool.

Per quanto riguarda, invece, l’assunzione di sale, questo resta uno degli argomenti più controversi: infatti, se è vero che una donna in buona salute che porta avanti una gravidanza fisiologica non ha problemi con il consumo di sale, è anche vero che esagerare e ridurne l’apporto è preferibile, ancor più se c’è il rischio di gestosi.

Per questo è preferibile sopperire al sale con spezie che possano esaltare i sapori delle pietanze.

Ben venga il condimento con basilico, origano, curcuma o zenzero o zafferano, quest’ultimo dalle note proprietà antiossidanti e stimolanti delle difese immunitarie: di queste spezie, la dose che può essere assunta quotidianamente non desta alcuna preoccupazione per la gravidanza, mentre dosi maggiori possono risultare tossiche, per cui è preferibile non superare dosi di 2 grammi.

Dunque, l’alimentazione svolge un ruolo determinante nel corso dei nove mesi di gestazione, sia per la salute della mamma che per quella del nascituro!