Agopuntura e benessere psicofisico

L’agopuntura possiede una storia molto antica, oltre 2000 anni e forse 3000, in cui miliardi di individui sono stati trattati in Cina seguendo i principi della Medicina Tradizionale Cinese. Sarebbe tuttavia un errore pensare che questa cura sia distante dalla nostra medicina. Infatti, in Italia, può essere praticata solo da medici adeguatamente formati e diplomati in agopuntura. Ed in secondo luogo si tratta di una disciplina accreditata dalla scienza moderna, ed erogata da alcuni ospedali per il trattamento di alcuni disturbi come l’emicrania.

agopuntura nella medicina cinese

Agopuntura e scienza moderna

Per lungo tempo si è cercato di comprendere come funzionasse l’agopuntura, finché qualche decennio fa non si scoprì che uno dei principali meccanismi con cui agisce è il rilascio delle endorfine (https://it.wikipedia.org/wiki/Endorfine) da parte di una ghiandola del cervello chiamata ipofisi: le endorfine vengono così rilasciate nel sangue e raggiungono tutti gli organi, antagonizzando il dolore, modulando il sistema immunitario e inducendo un profondo senso di benessere e rilassamento. L’agopuntura inibisce il dolore anche con altri meccanismi, tra cui il “gate control system” o sistema del cancelletto, che opera a livello del midollo spinale, bloccando gli stimoli dolorifici. Sono tante altre le sostanze prodotte dall’organismo per effetto dell’agopuntura, tra cui il cortisolo (https://it.wikipedia.org/wiki/Cortisolo), che esercita potenti effetti antinfiammatori, ed i noti neurotrasmettitori come la serotonina, che influenza l’umore e le risposte d’ansia. L’agopuntura riequilibra poi il sistema nervoso autonomo, nelle sue componenti orto e parasimpatica, neutralizzando gli effetti dello stress. Degna di nota è anche l’azione ipnoinducente dell’agopuntura, che consente di ripristinare un fisiologico ritmo sonno-veglia. Attraverso la Risonanza Magnetica Funzionale è stato inoltre possibile verificare “in vivo” l’effetto dell’agopuntura sul cervello. Molti sono i bersagli di questa terapia, tra cui l’amigdala e i circuiti difensivi di sopravvivenza del cervello implicati nei disturbi d’ansia, la “pain matrix” coinvolta nell’emicrania e in altri disturbi dolorosi, e il “default mode network” alterato in molte patologie della sfera psicoemotiva e nei disturbi cronici.

Una cura per molti disturbi

Non deve quindi stupire che questa terapia sia utilizzata per curare con successo molti disturbi, con il supporto della letteratura scientifica. Le evidenze di efficacia più robuste riguardano l’emicrania e le altre forme di mal di testa, dove l’agopuntura si è dimostrata persino più efficace dei farmaci. L’OMS e il National Institutes of Health (NIH) ritengono poi l’agopuntura efficace in molti altri disturbi, tra cui spiccano la nausea in gravidanza e la nausea durante chemioterapia. I disturbi del sonno possono essere curati in modo brillante con l’agopuntura, e questo è molto importante nell’ottica di contenere l’uso degli ipnoinducenti che possono indurre abuso e assuefazione. Inoltre molti disturbi ortopedici, in primis la lombalgia, ma anche i disturbi del ginocchio e della spalla, si giovano dell’agopuntura, per i suoi effetti antalgici, antinfiammatori e decontratturanti. L’elenco sarebbe molto lungo e non è possibile qui essere esaustivi, ma chi fosse  interessato può trovare un sito interamente dedicato all’agopuntura  con svariate pagine di approfondimento.

 

Agopuntura su orecchio

 

L’agopuntura è una terapia sicura

Il valore aggiunto dell’agopuntura è il fatto di essere quasi totalmente priva di effetti collaterali. Quello che può accadere dopo una seduta è al massimo qualche ematoma, che scompare dopo qualche giorno, ed una lieve dolenzia anch’essa transitoria nei punti dove sono stati infissi gli aghi. A proposito degli aghi, va sottolineato che essi sono sterili e monouso, per cui il rischio di infezione è inesistente. L’ottimo profilo di sicurezza, unito alla sua grande efficacia, rende quindi l’agopuntura una terapia estremamente vantaggiosa, che può essere affiancata ai farmaci tradizionali per ridurne i dosaggi e le reazioni avverse, e in molti casi sostituirli.